Come saldare a stagno: saldatore, temperatura e pin header
Come saldare a stagno passo passo: temperatura del saldatore, stagno con e senza piombo, stagnare la punta, pin header, saldature fredde, ponti e dissaldatura.
La risposta breve alla domanda come saldare a stagno è questa: appoggi la punta pulita e stagnata del saldatore contemporaneamente sulla piazzola di rame della scheda e sul piedino del componente e scaldi il giunto per 1–2 secondi; poi porti il filo di stagno sul giunto caldo, non sul saldatore. Quando lo stagno fonde e si distribuisce sulla piazzola e sul piedino, togli prima il filo, poi il saldatore, e non muovi il componente finché il giunto non si è raffreddato. Alla temperatura giusta l'operazione dura 3–4 secondi e lascia una saldatura liscia a forma di piccolo vulcano intorno al piedino.
Se lavori con Arduino, ESP32 o Raspberry Pi Pico, non potrai evitare la saldatura a lungo: la maggior parte dei moduli sensore arriva con il pin header sciolto in una bustina, il Pico e l'Arduino Pro Mini di solito sono senza pin, e anche i cavi dei motori di una macchinina robot e le estremità delle strisce LED vanno saldati. In questa guida imparerai passo passo a scegliere saldatore e filo di stagno, regolare la temperatura, pulire e stagnare la punta e saldare i pin header sui moduli. Poi vedrai come distinguere una buona saldatura da una cattiva, trovare e correggere saldature fredde e ponti di stagno, dissaldare con pompetta e treccia dissaldante, giuntare cavi isolandoli con la guaina termorestringente e quali regole di sicurezza proteggono la tua salute e la tua scheda.

Che cos'è la saldatura a stagno e come funziona?
Lo stagno per saldare è una lega a base di stagno con un punto di fusione molto più basso di quello del rame (circa 180–230 °C). Quando lo stagno fuso tocca una superficie di rame pulita, la bagna: tra stagno e rame si forma un sottile strato intermetallico e i due metalli si legano chimicamente. Lo stagno quindi non è una colla; crea un collegamento sia elettrico sia meccanico tra il piedino del componente e l'anello di rame sulla scheda (la piazzola). Perché questo legame si formi servono due condizioni: le superfici devono essere scaldate oltre il punto di fusione dello stagno e lo strato di ossido che le ricopre deve essere rimosso. Il calore lo fornisce il saldatore, mentre l'ossido viene sciolto dal flussante (colofonia) contenuto nel filo di stagno. Quando lo stagno non attacca, il problema è quasi sempre uno di questi due: o il giunto non è abbastanza caldo, oppure il flussante è bruciato e la superficie si è ossidata di nuovo.
Come scegliere il saldatore: potenza, controllo della temperatura e punta
Quando compri un saldatore per l'elettronica, la prima cosa da guardare non sono i watt ma il controllo della temperatura. I saldatori a stilo economici senza regolazione continuano a scaldarsi finché sono collegati e a riposo possono superare i 400 °C; la punta annerisce in fretta, il flussante brucia all'istante e le piazzole possono staccarsi dalla scheda. Un saldatore a temperatura regolabile mantiene la punta al valore impostato. I watt non indicano quanto si scalda, ma quanto velocemente la resistenza recupera: un saldatore regolato da 60 W riporta la temperatura al valore impostato molto prima di uno da 25 W quando tocca una grande area di massa (GND). Per l'elettronica hobbistica, il punto di partenza ideale è una stazione saldante o un saldatore a stilo regolabile da 50–80 W, impostabile tra 200 e 450 °C.
| Tipo di saldatore | Potenza tipica | Controllo della temperatura | Per i progetti Arduino |
|---|---|---|---|
| Saldatore a stilo non regolato | 25–40 W | Nessuno | Può bastare; la punta si rovina presto e il rischio di staccare piazzole è alto |
| Saldatore a stilo regolabile | 60–80 W | Manopola o regolazione digitale | Un buon inizio |
| Stazione saldante | 50–90 W | Digitale, con sensore | La scelta migliore; le punte si cambiano facilmente |
| Saldatore smart alimentato via USB-C | 40–90 W (in base all'alimentatore) | Digitale | Portatile; richiede un alimentatore USB-C PD potente |
| Saldatore a pistola | 100 W e oltre | Nessuno | Pensato per cavi grossi, non per le schede |
| Stazione ad aria calda | Dipende dalla resistenza | Digitale | Per dissaldare componenti SMD e restringere la guaina |
La temperatura si sceglie in base allo stagno che usi. La regola è semplice: la punta deve stare circa 120–150 °C sopra il punto di fusione dello stagno, perché parte del calore si perde passando dalla punta al giunto e il giunto stesso deve superare bene la temperatura di fusione. I valori seguenti sono un buon punto di partenza per pin header con passo 2,54 mm e normali componenti a foro passante:
| Filo di stagno | Punto di fusione | Temperatura della punta consigliata |
|---|---|---|
| Sn63/Pb37 (con piombo, eutettico) | 183 °C | 300–330 °C |
| Sn60/Pb40 (con piombo) | 183–190 °C | 320–350 °C |
| SAC305 (Sn96,5/Ag3/Cu0,5, senza piombo) | 217–220 °C | 350–370 °C |
| Sn99,3/Cu0,7 (senza piombo) | 227 °C | 360–380 °C |
| Grande area di massa, cavo grosso | Uguale | 20–30 °C in più o una punta più larga |
La scelta della punta conta quanto la temperatura. Il calore passa attraverso la superficie con cui la punta tocca il giunto; una punta conica appuntita tocca il piedino di un pin header in un solo punto e trasferisce il calore lentamente. I principianti compensano alzando la temperatura e finiscono per bruciare la scheda. Per componenti a foro passante (THT) e pin header è ideale una punta a cacciavite (tipo D) da 1,6–2,4 mm oppure una punta smussata di tipo C. La punta conica sottile serve solo per lavori SMD molto fitti; per cavi grossi e terminali dei motori usa una punta a cacciavite da 3 mm o più.
Come scegliere lo stagno: con piombo, senza piombo e anima di colofonia
Il filo di stagno è un sottile filo di lega con una o più anime di flussante all'interno. Sulla confezione trovi un codice come Sn60/Pb40: significa che la lega contiene il 60 per cento di stagno (Sn) e il 40 per cento di piombo (Pb). Gli stagni con piombo fondono a temperatura più bassa, scorrono facilmente e lasciano una superficie lucida; per questo sono la scelta più indulgente per imparare. In particolare lo Sn63/Pb37 è una lega eutettica: solidifica di colpo a un'unica temperatura (183 °C) e, non passando per una fase pastosa durante il raffreddamento, il rischio di saldatura fredda è più basso anche se il componente si muove leggermente. Gli stagni senza piombo (leghe di stagno, argento e rame come il SAC305) si usano nell'elettronica commerciale per via della direttiva RoHS; richiedono una temperatura più alta, scorrono un po' peggio e hanno naturalmente un aspetto opaco.
| Caratteristica | Con piombo (Sn63/Pb37, Sn60/Pb40) | Senza piombo (SAC305) |
|---|---|---|
| Punto di fusione | 183–190 °C | 217–220 °C |
| Scorrevolezza e bagnatura | Ottime, perdona gli errori | Più lenta, serve più flussante |
| Aspetto di una buona saldatura | Lucida, liscia | Opaca o satinata, leggermente granulosa |
| Durata della punta | Lunga | Più breve per la temperatura più alta e il contenuto di stagno |
| Salute | Contiene piombo, lavarsi le mani è obbligatorio | Niente piombo, ma i fumi del flussante restano dannosi |
| Dove si usa | Hobby, riparazioni, apprendimento | Prodotti commerciali, lavori che richiedono RoHS |
Per il diametro, 0,6–0,8 mm è ideale per componenti a foro passante come pin header con passo 2,54 mm, resistenze e LED; il filo da 1 mm va bene per cavi grossi e terminali dei motori, mentre quello da 0,3–0,5 mm evita di mettere troppo stagno nei lavori SMD. Il flussante nel filo è di solito l'1–3 per cento in peso, e sulla confezione trovi scritto rosin (colofonia), RMA o no-clean. La colofonia è il tipo classico; il flussante no-clean lascia pochi residui e nella maggior parte dei lavori hobbistici può essere lasciato lì. Per dissaldare o eliminare i ponti vale davvero la pena avere anche una penna flussante o una pasta flussante a base di colofonia pensata per l'elettronica. I residui di flussante marroni e appiccicosi che restano alla fine si puliscono con alcol isopropilico (IPA al 99 per cento) e un vecchio spazzolino da denti.
Attrezzatura e materiali necessari per saldare
- Saldatore regolabile e supporto: Il supporto è indispensabile per non appoggiare mai il saldatore caldo sul tavolo.
- Filo di stagno: 0,8 mm con anima di colofonia; per iniziare Sn60/Pb40 o Sn63/Pb37.
- Pulitore per punte: Lana di ottone (consigliata) o una spugnetta di cellulosa appena umida.
- Penna flussante o pasta alla colofonia: Per correggere ponti, dissaldare e lavorare su superfici ossidate.
- Treccia dissaldante e pompetta dissaldante: Per rimediare a una saldatura venuta male.
- Tronchesino e spelafili: Per tagliare i piedini e spellare i cavi in modo pulito.
- Guaina termorestringente: Un piccolo assortimento 2:1 in vari diametri.
- Terza mano o porta schede: Per tenere ferme scheda e cavi; i modelli con lente aiutano nei lavori fini.
- Occhiali protettivi e aspiratore di fumi: Proteggono gli occhi dagli schizzi di stagno e i polmoni dai fumi del flussante.
- Multimetro: Per controllare cortocircuiti e interruzioni dopo la saldatura.
Come pulire e stagnare la punta del saldatore
La punta del saldatore è un'anima di rame rivestita esternamente di ferro. Finché questo rivestimento resta bagnato di stagno, trasferisce molto bene il calore al giunto. A contatto con l'aria, soprattutto se resta inutilizzata ad alta temperatura, la punta si ossida, annerisce e non accetta più lo stagno: invece di attaccarsi alla punta, lo stagno forma delle palline e cade. È quella che si chiama una punta bruciata. Il segreto per mantenerla viva è tenerla sempre coperta da un sottile strato di stagno; questa operazione si chiama stagnare la punta.
- Primo utilizzo: Appena una punta nuova inizia a scaldarsi e arriva a circa 200 °C, avvicina il filo di stagno e stagnala completamente. Così non si ossida già nel primo minuto.
- Ogni poche saldature: Infila la punta nella lana di ottone o passala velocemente sulla spugnetta umida. La spugnetta deve essere strizzata e appena umida, non zuppa; usa acqua distillata o filtrata.
- Stagna subito dopo la pulizia: Metti un po' di stagno fresco sulla punta pulita e lucida. Una punta pulita ma nuda si ossida di nuovo in pochi secondi.
- Durante le pause: Lascia una gocciolina di stagno sulla punta prima di rimettere il saldatore nel supporto; se ti fermi per più di qualche minuto, abbassa la temperatura a circa 200 °C o spegni il saldatore.
- Prima di spegnere: Non pulire la punta; coprila con uno strato spesso di stagno e poi spegni. Quello strato la protegge dall'aria mentre si raffredda.
- Se la punta è annerita: Immergi più volte la punta calda nel ravvivapunte (tip tinner) e puliscila nella lana di ottone. Non carteggiare, limare o raschiare mai la punta con un taglierino; se il rivestimento di ferro se ne va, la punta muore del tutto in poco tempo.
Come saldare passo passo
I passi seguenti servono per saldare su una scheda un componente a foro passante (THT) come una resistenza, un LED o un pin header. Se fai i primi tentativi su una vecchia scheda o con qualche resistenza su una basetta millefori, la mano si abitua in fretta.
- Preparazione: Imposta il saldatore alla temperatura adatta al tuo stagno, pulisci e stagna la punta. Se la scheda o i piedini sono unti o ossidati, puliscili con alcol.
- Posiziona il componente: Infila i piedini nei fori e piegali leggermente verso l'esterno, di circa 30°, così il componente non cade quando giri la scheda.
- Scalda: Appoggia la punta con un'inclinazione di circa 45° in modo che tocchi il piedino e la piazzola di rame contemporaneamente, e tienila lì 1–2 secondi.
- Aggiungi lo stagno: Avvicina il filo di stagno, dal lato opposto al saldatore, al punto in cui piedino e piazzola si incontrano. Deve essere il giunto caldo a fondere il filo; non toccare la punta con il filo per farlo gocciolare.
- Dosa la quantità: Fermati quando lo stagno ha coperto tutta la piazzola e formato un piccolo cono intorno al piedino. Per un pin di un header da 2,54 mm di solito bastano 2–4 mm di filo.
- Togli prima il filo, poi il saldatore: Dopo aver ritirato il filo, tieni il saldatore ancora mezzo secondo, poi allontanalo sollevandolo lungo il piedino.
- Non muovere: Lo stagno solidifica in 2–3 secondi; in quel momento non muovere la scheda né il componente, e non serve soffiare.
- Taglia il piedino e controlla: Taglia il piedino in eccesso con il tronchesino appena sopra la saldatura, lasciando circa 1 mm; tieni il pezzo con il dito perché non schizzi via. Infine controlla il giunto sotto una buona luce.
Alla temperatura giusta l'intera operazione non dovrebbe superare 3–5 secondi. Se lo stagno non scorre entro 5 secondi, non continuare a scaldare il giunto; togli il saldatore, lascialo raffreddare, aggiungi un po' di flussante, pulisci la punta e riprova. C'è un piccolo trucco per far arrivare prima il calore al giunto: nel momento in cui appoggi il saldatore, tocca il punto di contatto con pochissimo stagno. Quel poco stagno fuso funziona da ponte termico e aumenta la superficie di contatto. Portare invece lo stagno sulla punta e spalmarlo sul giunto è sbagliato: il flussante dello stagno che aspetta sulla punta brucia in pochi secondi e sul giunto arriva stagno ossidato che non scorre più.
Come saldare pin header e moduli
La saldatura che farai più spesso nei progetti Arduino è montare un pin header (strip di pin maschio con passo 2,54 mm) su un sensore o un modulo. Moduli come MPU-6050, BME280 e HX711, gli adattatori I2C per LCD, il Raspberry Pi Pico e l'Arduino Pro Mini arrivano spesso con i pin non saldati. La vera difficoltà non è la saldatura in sé, ma fare in modo che i pin restino perfettamente dritti e perpendicolari alla scheda. Il modo più semplice è usare una breadboard come dima.

- Stacca dalla strip tanti pin quanti te ne servono con il tronchesino o una pinza; taglia un pin più in là per non rovinare la plastica dell'ultimo pin.
- Infila i piedini lunghi dell'header nella breadboard con la stessa distanza delle file di pin del modulo. Per le schede a due file (Pico, Pro Mini) inserisci entrambe le strip insieme.
- Appoggia il modulo sui piedini corti con il lato dei chip e dei componenti rivolto verso l'alto.
- Salda prima solo un pin d'angolo e guarda di lato se il modulo è ben in piano.
- Se è storto, riscalda quel pin e raddrizza il modulo premendo delicatamente con una penna o una pinzetta, non con il dito.
- Quando sei sicuro che sia dritto, salda il pin dell'angolo opposto; così il modulo è bloccato in due punti.
- Salda gli altri pin uno alla volta. Non restare più di 2–3 secondi su ogni pin per non scaldare la plastica della breadboard; sulle schede con molti pin alterna i due lati per far distribuire il calore.
- Alla fine togli il modulo dalla breadboard, osserva da vicino tutti i pin con una lente o con la fotocamera del telefono e verifica che non ci siano ponti tra pin vicini.



Sul Raspberry Pi Pico si saldano 40 pin su due file da 20; la prima volta può richiedere 10–15 minuti, quindi non avere fretta. Sul Pico i numeri GP sono stampati sul lato inferiore della scheda e, una volta montati gli header da sotto, non si vedono più; tieni quindi accanto a te uno schema dei pin. Poiché i bordi sono castellati (con mezzi fori), il Pico si può anche saldare direttamente su un'altra scheda senza header. Per sapere a cosa serve ogni pin, leggi Cos'è il Raspberry Pi Pico?. Quando saldi un adattatore I2C su un display, assicurati che i pin 1 coincidano; trovi i dettagli in Come usare un display LCD I2C. Se non sei sicuro di quale pin vada dove, apri la piedinatura della tua scheda nello strumento Pinout.
Saldatura buona e saldatura cattiva: come riconoscerle?
Una buona saldatura assomiglia a un piccolo cono, o vulcano, che copre tutta la piazzola e sale verso il piedino con una curva concava. I bordi si raccordano alla piazzola e al piedino con un angolo dolce, segno che lo stagno ha bagnato entrambe le superfici. Con lo stagno con piombo la superficie è lucida e liscia. Con lo stagno senza piombo anche una buona saldatura appare opaca o satinata, quindi in quel caso guarda la forma e non la lucentezza. Nei fori metallizzati, se lo stagno riempie il foro e forma un sottile anello anche sull'altro lato della scheda, il calore è arrivato fino in fondo.
| Aspetto | Cosa significa | Soluzione |
|---|---|---|
| Cono liscio e concavo; piazzola tutta coperta | Buona saldatura | Non fare nulla |
| Gonfia come una pallina o una goccia, bordi che non si raccordano alla piazzola | Troppo stagno, oppure piazzola non scaldata e senza bagnatura | Aggiungi flussante, riscalda e togli l'eccesso con la treccia |
| Superficie grigia, opaca, ruvida, crepata o raggrinzita | Saldatura fredda, o giunto che si è mosso raffreddandosi | Aggiungi flussante e riscalda finché il giunto scorre del tutto |
| Piazzola in parte scoperta, foro non riempito | Stagno insufficiente | Riscalda e aggiungi un po' di stagno |
| Stagno unito al pin vicino | Ponte di stagno, cortocircuito | Separa con flussante e punta pulita, o togli con la treccia |
| Anello scuro intorno al piedino, lo stagno non ha attaccato | Piedino ossidato o non scaldato | Pulisci il piedino, aggiungi flussante e risalda scaldando anche il piedino |
| Punta affilata (come un ghiacciolo) | Flussante finito o saldatore tolto troppo lentamente | Aggiungi un po' di flussante e rifondi con un tocco breve |
| Flussante marrone bruciato, piazzola sollevata o strappata | Temperatura eccessiva o riscaldamento troppo lungo | Abbassa la temperatura; collega la piazzola strappata alla sua pista con un filo sottile |
Saldatura fredda e ponti di stagno
Una saldatura fredda si ha quando lo stagno è fuso e si è posato sul giunto, ma non ha formato un vero legame con il rame. Ha tre cause tipiche: il giunto non è stato scaldato abbastanza (di solito si è scaldato solo il piedino o solo la piazzola), la superficie era ossidata e il flussante non bastava, oppure il componente si è mosso mentre lo stagno solidificava. La saldatura fredda è un guasto subdolo, perché il circuito a volte funziona e a volte no. Un sensore che riprende a funzionare quando premi sul modulo, un dispositivo I2C che ogni tanto sparisce o un robot che si riavvia con le vibrazioni sono di solito il segno di una saldatura fredda. La soluzione è semplice: aggiungi un po' di flussante sul giunto, scaldalo con una punta pulita finché lo stagno scorre del tutto e diventa lucido e, se serve, aggiungi un pizzico di stagno fresco.
Un ponte di stagno si forma quando lo stagno in eccesso crea un collegamento tra due pin vicini. Capita facilmente anche sugli header con passo 2,54 mm e può unire due segnali o, peggio, il 5V con il GND. Per eliminare un ponte, applica prima il flussante, poi trascina la punta pulita e stagnata dal centro del ponte verso l'esterno, allontanandoti dai pin; grazie al flussante lo stagno si divide tra i due pin. Se resta ancora troppo stagno, toglilo con la treccia dissaldante. Il modo più affidabile per trovare i ponti invisibili è misurare i pin vicini con la funzione di continuità (cicalino) del multimetro; come fare è spiegato in Come usare il multimetro.
Dopo il controllo con il multimetro puoi usare la scheda stessa come strumento di test. Lo sketch seguente tiene a livello HIGH i pin di segnale di un Arduino Uno, Nano o Pro Mini tramite le resistenze di pull-up interne. Inserisci nella breadboard la scheda con gli header appena saldati, collega un cavetto jumper a un pin GND e tocca uno alla volta i pin con l'estremità libera. Nel Monitor seriale (9600 baud) ogni tocco deve mostrare solo il nome del pin che hai toccato.
1// Lehim testi: header pinlerine GND kablosuyla tek tek dokun / Solder test: touch each header pin with a GND wire
2// Önce multimetreyle 5V ile GND arasında kısa devre olmadığını ölç / First make sure 5V and GND are not shorted (multimeter)
3// 0-1 seri port, 13 dahili LED yüzünden listede yok / 0-1 (serial) and 13 (onboard LED) are left out
4const uint8_t PINS[] = {2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, A0, A1, A2, A3, A4, A5};
5const uint8_t PIN_COUNT = sizeof(PINS) / sizeof(PINS[0]);
6bool wasLow[PIN_COUNT];
7
8void printPin(uint8_t pin) {
9 if (pin >= A0) { // analog pinleri A0..A5 diye yaz / print analog pins as A0..A5
10 Serial.print('A');
11 Serial.print(pin - A0);
12 } else {
13 Serial.print('D');
14 Serial.print(pin);
15 }
16}
17
18void setup() {
19 Serial.begin(9600);
20 for (uint8_t i = 0; i < PIN_COUNT; i++) {
21 pinMode(PINS[i], INPUT_PULLUP); // boştayken HIGH okunur / reads HIGH while idle
22 }
23 delay(50);
24 Serial.println(F("Lehim testi basladi / Solder test started"));
25 for (uint8_t i = 0; i < PIN_COUNT; i++) {
26 wasLow[i] = (digitalRead(PINS[i]) == LOW);
27 if (wasLow[i]) { // dokunmadan LOW: GND'ye köprü / LOW untouched: bridged to GND
28 Serial.print(F("GND'ye kisa devre? / Short to GND? "));
29 printPin(PINS[i]);
30 Serial.println();
31 }
32 }
33}
34
35void loop() {
36 bool changed = false;
37 uint8_t lowCount = 0;
38 for (uint8_t i = 0; i < PIN_COUNT; i++) {
39 bool low = (digitalRead(PINS[i]) == LOW);
40 if (low != wasLow[i]) {
41 wasLow[i] = low;
42 changed = true;
43 }
44 if (low) lowCount++;
45 }
46 if (changed && lowCount > 0) { // yalnız değişince yaz / print only on change
47 Serial.print(F("LOW:"));
48 for (uint8_t i = 0; i < PIN_COUNT; i++) {
49 if (wasLow[i]) {
50 Serial.print(' ');
51 printPin(PINS[i]);
52 }
53 }
54 if (lowCount > 1) {
55 Serial.print(F(" <- kopru olabilir / possible bridge"));
56 }
57 Serial.println();
58 }
59 delay(20); // dokunma titreşimini süz / filter contact bounce
60}| Cosa vedi nel Monitor seriale | Significato |
|---|---|
| Compare solo il pin toccato | La saldatura è buona |
| Tocchi un pin ma non compare nulla | Interruzione o saldatura fredda; il pin non è collegato alla scheda |
| Toccando un pin ne compaiono due insieme | C'è un ponte di stagno tra quei due pin |
| Avviso di corto verso GND all'avvio | Quel pin è collegato al GND da un ponte |
I pin 0 e 1 non sono nella lista perché servono alla porta seriale, e il 13 neppure perché il LED integrato può disturbare la lettura con pull-up. A6 e A7 su Nano e Pro Mini sono solo ingressi analogici e non si possono leggere in digitale; controllali con il multimetro. Toccare i pin con il cavo di GND è sicuro, perché la resistenza di pull-up interna da 20–50 kΩ mantiene la corrente sotto 0,25 mA. Se hai saldato gli header su un Raspberry Pi Pico, puoi fare lo stesso test in MicroPython da Thonny:
1from machine import Pin
2import time
3
4# Pico kenar pinleri: GP0-GP22 ve GP26-GP28 / Pico header GPIOs: GP0-GP22 and GP26-GP28
5numbers = list(range(23)) + [26, 27, 28]
6pins = [Pin(n, Pin.IN, Pin.PULL_UP) for n in numbers] # boşta 1 okunur / reads 1 while idle
7time.sleep_ms(50)
8
9was_low = [p.value() == 0 for p in pins]
10for n, low in zip(numbers, was_low):
11 if low: # dokunmadan 0: GND'ye köprü / 0 untouched: bridged to GND
12 print("GND'ye kisa devre? / Short to GND? GP%d" % n)
13print("GND kablosunu pinlere tek tek degdir / Touch each pin with the GND wire")
14
15while True:
16 low_now = [p.value() == 0 for p in pins]
17 if low_now != was_low: # yalnız değişince yaz / print only on change
18 was_low = low_now
19 touched = ["GP%d" % n for n, low in zip(numbers, low_now) if low]
20 if touched:
21 note = " <- kopru olabilir / possible bridge" if len(touched) > 1 else ""
22 print("LOW: " + " ".join(touched) + note)
23 time.sleep_ms(20) # dokunma titreşimini süz / filter contact bounceQuesto codice controlla tutti i 26 pin GPIO sui bordi del Pico (GP0–GP22 e GP26–GP28); GND, 3V3, VSYS, VBUS, 3V3_EN, ADC_VREF e RUN non sono nella lista, quindi misurali con il multimetro. Il codice funziona senza modifiche anche sul Pico W. Con il cavo di GND collegato a un qualsiasi pin GND del Pico, toccando uno alla volta i pin GP nella finestra Shell di Thonny deve comparire solo il nome di quel pin.
Come dissaldare con pompetta dissaldante e treccia
Devi dissaldare quando un header è montato sul lato sbagliato, un LED è saldato al contrario o vuoi recuperare un componente da una vecchia scheda. Gli strumenti di base sono due: la pompetta dissaldante (succhiastagno a vuoto), che libera un foro in un colpo solo, e la treccia dissaldante (una sottile calza di rame impregnata di flussante), che assorbe lo stagno fuso per capillarità. La pompetta è migliore per liberare i fori dei componenti a foro passante, la treccia per togliere lo stagno in eccesso da superfici, ponti e piazzole SMD. Con entrambi i metodi aiuta aggiungere prima un po' di stagno fresco a quello vecchio: il flussante nuovo scioglie l'ossido e, con più stagno fuso, il calore passa meglio. Sulle schede di fabbrica saldate senza piombo, aggiungere un po' di stagno con piombo abbassa anche il punto di fusione della miscela.
Come dissaldare con la pompetta:
- Spingi in basso lo stantuffo della pompetta finché non si blocca.
- Scalda il giunto con il saldatore e assicurati che lo stagno sia completamente fuso.
- Appoggia il beccuccio in teflon della pompetta sullo stagno fuso, perpendicolare alla scheda e subito accanto al saldatore.
- Togli il saldatore e premi subito il pulsante della pompetta; lo stantuffo scatta indietro e aspira lo stagno.
- Se il foro non si è liberato del tutto, aggiungi un po' di stagno fresco e ripeti. Ogni tanto apri la pompetta e svuota i residui di stagno accumulati.
Come dissaldare con la treccia:
- Metti un po' di flussante sull'estremità della treccia; taglia prima la parte già usata e piena di stagno.
- Appoggia la treccia sullo stagno che vuoi togliere.
- Premi la punta del saldatore sopra la treccia; quando lo stagno fonde, la treccia lo assorbe e diventa argentata.
- Solleva insieme treccia e saldatore. Se tiri la treccia dopo che lo stagno si è solidificato, puoi strappare anche la piazzola.
- Taglia la parte piena di stagno e, se serve, ripeti con un tratto pulito. Alla fine pulisci i residui di flussante con alcol.
Giuntare cavi e usare la guaina termorestringente
Quando colleghi cavi a motori, portabatterie, strisce LED o moduli di ricarica, la saldatura è molto più affidabile dei cavetti jumper: non si stacca con le vibrazioni e ha una bassa resistenza di contatto. Prima spella 5–7 mm di isolante e raccogli i fili del cavo a trefoli attorcigliandoli con le dita. Poi prestagna ogni estremità separatamente: quando porti lo stagno sul cavo caldo, lo stagno penetra tra i fili e la punta del cavo diventa rigida. Appoggiando due estremità prestagnate una contro l'altra, basta scaldarle un attimo per unirle.

- Infila prima la guaina: Prima di unire i cavi, fai scorrere su uno dei due un pezzo di guaina termorestringente del diametro giusto e tienilo a 3–4 cm dal giunto, così il calore non lo raggiunge.
- Spella e stagna: Spella 5–7 mm di entrambi i cavi, attorciglia i fili e prestagnali.
- Unisci: Appoggia le estremità affiancate o sovrapposte testa a testa; per una giunzione più robusta puoi avvolgere i fili l'uno sull'altro.
- Salda: Appoggia il saldatore sul giunto, lascia scorrere lo stagno tra i fili e, se serve, aggiungine pochissimo. Se lo stagno risale sotto l'isolante, il cavo diventa rigido e si rompe in quel punto, quindi non scaldare troppo.
- Lascia raffreddare e controlla: Tira leggermente la giunzione per verificarne la tenuta e assicurati che non sporgano fili appuntiti.
- Restringi la guaina: Fai scorrere la guaina sulla giunzione in modo che sporga almeno 5 mm da ogni lato e scaldala in modo uniforme con una pistola termica. Un accendino o il saldatore la restringono in modo irregolare e possono bruciarla.
La guaina termorestringente standard si restringe con rapporto 2:1, cioè il suo diametro si dimezza quando viene scaldata. Il diametro interno prima del restringimento deve quindi essere un po' più grande della parte più spessa della giunzione, e quello dopo il restringimento più piccolo del cavo stesso. Per giunzioni che resteranno all'aperto o potrebbero bagnarsi, usa guaina 3:1 con adesivo interno; scaldandosi, l'adesivo fonde e sigilla la giunzione. Se saldi cavi ai terminali di un motore DC, aggiungere un condensatore ceramico da 100 nF tra i due terminali riduce i disturbi elettrici; trovi i dettagli in Controllo di un motore DC con L298N. Non stagnare invece le estremità dei cavi destinate a morsettiere a vite: col tempo lo stagno cede sotto la pressione della vite, il collegamento si allenta e il punto di contatto si scalda. Per questi collegamenti si usano i puntalini (capicorda a tubetto).
Sicurezza e ventilazione
- Non respirare i fumi: Il fumo bianco che vedi mentre saldi non è piombo, ma flussante che brucia. I fumi di colofonia irritano le vie respiratorie e un'esposizione prolungata può causare asma professionale. Apri una finestra e usa una ventola che allontani il fumo dal viso o un aspiratore di fumi con filtro a carboni attivi.
- Attenzione al piombo: Alla temperatura di saldatura il piombo non evapora; il vero rischio è che passi dalle mani alla bocca. Non mangiare mentre saldi, non tenere bevande sul tavolo, lavati le mani con il sapone alla fine e non lasciare residui di stagno sul banco.
- Indossa gli occhiali: I piedini tagliati possono schizzare via e, quando il flussante si scalda, possono saltare piccole gocce di stagno.
- Usa il supporto del saldatore: Non appoggiare mai il saldatore sul tavolo o sui cavi; tieni anche il suo cavo lontano dalla punta calda.
- Lavora senza alimentazione: Scollega il cavo USB e togli la batteria della scheda su cui saldi; nei circuiti con condensatori grandi, assicurati prima che siano scarichi.
- Acqua fresca sulle ustioni: Metti subito la parte ustionata sotto acqua corrente fresca per 20 minuti; niente ghiaccio né dentifricio.
- Bambini sempre sorvegliati: I bambini che imparano a saldare devono lavorare accanto a un adulto; la punta è a circa 350 °C e resta calda per minuti anche dopo lo spegnimento.
- Spegni alla fine: Stacca la spina, lascia raffreddare il saldatore nel suo supporto e arieggia la zona di lavoro.
Idee di progetti per esercitarsi a saldare
- Header sui moduli sensore: Moduli da 6–8 pin come BME280 e BMP280 o l'MPU6050 sono perfetti per il tuo primo header.
- Cablaggio di una macchinina robot: Quando costruisci una macchinina robot con Arduino, salda i cavi ai terminali dei motori e isola le giunzioni con la guaina termorestringente.
- Collegamento di una striscia LED: Salda i cavi 5V, GND e dati sulle piazzole di una striscia WS2812B NeoPixel.
- Circuito definitivo: Rendi definitivo un circuito che funziona sulla breadboard trasferendolo su una basetta millefori.
- Scheda minuscola: Salda gli header di un Arduino Pro Mini e controlla tutti i pin con lo sketch di test qui sopra.
- Alimentazione portatile: Costruisci il tuo pacco batteria ricaricabile con un modulo di ricarica TP4056 e un portabatterie.
- Il tuo PCB: Quando avrai preso confidenza con il saldatore, progetta un PCB con EasyEDA e trasforma il tuo circuito in una scheda professionale.
Errori comuni nella saldatura e soluzioni
| Problema | Causa probabile | Soluzione |
|---|---|---|
| Lo stagno fa palline sulla punta e non attacca | Punta ossidata (punta bruciata) | Puliscila nella lana di ottone e stagnala con il ravvivapunte |
| Lo stagno non attacca alla piazzola e gira intorno al piedino | Piazzola non scaldata o ossidata | Appoggia la punta anche sulla piazzola, aggiungi flussante, usa una punta più larga |
| Lo stagno fonde ma si solidifica appena tocca il giunto | Temperatura bassa o punta piccola; un'area di massa assorbe il calore | Alza la temperatura di 20–30 °C o passa a una punta a cacciavite |
| Il flussante annerisce subito, molto fumo | Temperatura troppo alta | Abbassa la temperatura al valore adatto al tuo stagno |
| Il modulo funziona premendolo e si interrompe quando lo lasci | Saldatura fredda | Aggiungi flussante sui pin sospetti e rifondili |
| L'USB si disconnette o la scheda si scalda quando la colleghi | Corto 5V-GND causato da un ponte di stagno | Trovalo con il multimetro e togli il ponte con flussante e treccia |
| L'header è rimasto storto | Tutti i pin saldati senza fissarlo prima | Riscalda un pin e raddrizza; la prossima volta usa il metodo della breadboard |
| La guaina non passa sopra la giunzione | Non è stata infilata prima di saldare | Disfa la giunzione, infila la guaina e risalda |
La saldatura è la porta per trasformare i circuiti di prova sulla breadboard in progetti definitivi e robusti; dopo qualche tentativo, saldare un pin header ti sembrerà un lavoro di routine di pochi minuti. Quando i moduli che hai saldato saranno pronti a funzionare, nell'app BlueGrays troverai passo passo schemi e codice di progetti come un display LCD I2C, una macchinina robot, LED WS2812B e progetti con LED sul Raspberry Pi Pico.
Domande frequenti
A che temperatura va il saldatore?
Per lo stagno con piombo (Sn63/Pb37 o Sn60/Pb40) 300–350 °C sono un buon punto di partenza, per quello senza piombo (SAC305) 350–380 °C. Su grandi aree di massa e cavi grossi prova prima una punta più larga invece di alzare la temperatura di 20–30 °C. Sopra i 400 °C la punta si consuma in fretta, il flussante brucia e le piazzole possono staccarsi dalla scheda.
Come si riconosce una saldatura fredda?
Una saldatura fredda appare grigia, opaca, ruvida o crepata e resta sulla piazzola come una pallina invece di raccordarsi con una curva dolce. Nel circuito si manifesta come un collegamento che funziona se lo premi, si interrompe con le vibrazioni o sparisce ogni tanto. Di solito basta aggiungere un po' di flussante e riscaldare finché lo stagno scorre del tutto.
Meglio lo stagno con piombo o senza piombo?
Per imparare, lo stagno con piombo (Sn63/Pb37 o Sn60/Pb40) fonde a temperatura più bassa, scorre meglio e perdona gli errori. Lo stagno senza piombo è obbligatorio nei prodotti commerciali ed è più sicuro per la salute, ma richiede una temperatura più alta e più flussante. Qualunque tu scelga, lavati le mani dopo aver saldato e non respirare i fumi.
Perché lo stagno non attacca?
La causa più comune è che il giunto non è abbastanza caldo: il saldatore tocca solo il piedino o solo la piazzola, oppure la punta è troppo piccola. La seconda causa è l'ossido; se la punta è annerita o piazzola e piedino sono ossidati, lo stagno non riesce a bagnare la superficie. Pulisci e stagna la punta, aggiungi flussante e appoggia il saldatore su piazzola e piedino contemporaneamente.
A cosa serve la pasta salda (flussante)?
Il flussante scioglie l'ossido sulle superfici e aiuta lo stagno fuso a distribuirsi sul rame. Il filo di stagno contiene già flussante, ma un po' di flussante in più rende molto più facile eliminare i ponti, dissaldare e saldare parti ossidate. Non usare in elettronica flussanti acidi o paste da idraulica, perché col tempo corrodono la scheda.
I fumi della saldatura sono dannosi?
Sì, il fumo che si alza mentre saldi è in gran parte flussante che brucia, e respirare a lungo i fumi di colofonia può causare problemi respiratori come l'asma. Alla temperatura di saldatura il piombo non evapora, ma può passare dalle mani alla bocca. Lavora con la finestra aperta o con un aspiratore di fumi e lavati le mani alla fine.
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